Le nostre attività di Accoglienza
Le attività di accoglienza che l’Associazione Belluno DONNA offre tramite il Centro Antiviolenza sono rivolte a tutte le donne che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni di violenza.
Primo contatto
Ascolto e prima accoglienza
Il primo contatto della donna con il Centro avviene solitamente attraverso una telefonata. La prima telefonata della donna permette di individuare i bisogni e fornire informazioni utili.
Le donne che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza possono contattare il Centro al numero 393 3981577 riceveranno ascolto dalle nostre operatrici formate sul tema della violenza di genere.
Se la donna lo desidera può fissare un successivo colloquio telefonico o personale.
L’accoglienza telefonica è aperta a chiunque voglia avere informazioni sul fenomeno della violenza di genere sia per una donna che non è sicura di star vivendo una situazione di violenza sia per qualsiasi persona che sia venuta a conoscenza di una situazione di violenza.
L’avvio del percorso al Centro Antiviolenza è una scelta che dev’essere della donna. Successivi appuntamenti possono essere fissati esclusivamente alla donna interessata che contatti direttamente il centro; non è possibile quindi fissare degli appuntamenti per conto di terzi (es. parente/amica/collega che chiama per conto della donna).
Colloqui personali e telefonici
Uno spazio sicuro per le donne
Il colloquio viene proposto alla donna come uno spazio privilegiato in cui poter esprimere i propri vissuti, raccontare la propria esperienza e definire insieme alle operatrici quale percorso intraprendere per uscire dalla violenza. Se la donna lo desidera potrà essere strutturato un percorso che può prevedere ulteriori colloqui di approfondimento sia telefonici che in presenza sulla base delle esigenze emerse.
Il percorso della donna al Centro pone l’attenzione su questi aspetti:
- L’esperienza di violenza e il vissuto della donna con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza rispetto alla propria storia e di valutare il rischio attraverso l’utilizzo di strumenti validati scientificamente (es. SARA-S).
- La protezione della donna attraverso l’analisi delle risorse attivabili per aumentare il livello di sicurezza (es. elaborazione di un piano di sicurezza, valutazione della possibilità di denunciare o allontanarsi o accedere a strutture come le case rifugio).
- La ri-attribuzione della responsabilità della violenza all’autore che ha scelto di agire determinati comportamenti.
- La riattivazione delle risorse della donna (empowerment) con l’obiettivo di restituirle la possibilità di scegliere e di aumentare la propria autoefficacia.
I colloqui offerti alle donne sono gratuiti e vengono garantiti anonimato e riservatezza.
Sportello di orientamento al lavoro
Ricostruire economia
Lo sportello di orientamento al lavoro è rivolto alle donne che hanno già contattato il centro antiviolenza e avviato un percorso individuale. Offre azioni di supporto e orientamento all’inserimento nel mercato del lavoro attraverso: valutazione delle competenze e stesura del CV, supporto nella ricerca di occupazione o attivazione di tirocini lavorativi.
Consulenza legale
Informare sui propri diritti
Il centro antiviolenza collabora con delle avvocate formate sul tema della violenza di genere e offre consulenza legale alle donne che hanno avviato un percorso. La consulenza, che ha uno scopo informativo, ha l’obiettivo di offrire alle donne informazioni sulle risorse legali e sui loro diritti sulla base della loro situazione specifica.
La consulenza legale offerta è gratuita.
Sportello donne migranti
Un centro per tutte le donne
Lo sportello dedicato alle donne migranti è attivo dal 2019. Ha l’obiettivo di offrire uno spazio di ascolto, accoglienza e supporto alle donne che hanno vissuto esperienze di violenza, prestando particolare attenzione ai bisogni specifici connessi ai percorsi migratori e alle esperienze personali di ciascuna. Per dare risposta a questi bisogni, lo sportello si interfaccia anche con soggetti della rete territoriale che si occupano di immigrazione.
In base alle necessità, viene valutata la possibilità di coinvolgere mediatrici linguistico-culturali formate sul tema della violenza di genere, con l’obiettivo di facilitare la comunicazione con le donne che non parlano la lingua italiana e favorire una relazione di supporto più efficace.
I colloqui sono condotti da operatrici specializzate e formate sia sul tema della violenza di genere sia sui temi legati ai percorsi migratori e alle loro implicazioni sociali e culturali.
Sportello LBT+
Uno spazio per le donne* queer
La violenza nelle relazioni LBT+ è una forma di violenza patriarcale, che si radica nei dislivelli di potere prodotti dal contesto socio-culturale eterocispatriarcale.
Molte delle dinamiche che caratterizzano queste violenze sono comuni anche alle relazioni eterosessuali, ma possono assumere forme e specificità proprie. Tra queste rientrano, ad esempio, la minaccia di outing, la negazione o il disconoscimento della genitorialità e l’identity abuse, ovvero l’uso dell’identità, dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere della persona come strumento di controllo e violenza.
Il contesto eterocispatriarcale contribuisce inoltre a rendere queste forme di violenza meno visibili, poco riconosciute e ancora insufficientemente studiate. Questo può ostacolare ulteriormente le persone che vivono situazioni di violenza nell’identificare ciò che stanno vivendo, nel parlarne e nel trovare supporto.
Lo sportello LBT+ nasce per offrire uno spazio sicuro, accogliente e non giudicante, in cui le donne* LBT+ che stanno vivendo o hanno vissuto situazioni di violenza possono trovare ascolto, sostegno e orientamento.
Le operatrici dello sportello sono formate specificamente sul tema della violenza nelle relazioni LBT+ e offrono un supporto attento alle specificità delle esperienze e dei vissuti di ogni persona.
Lo sportello non è solo uno spazio di accoglienza e supporto, ma anche uno strumento di sensibilizzazione e cambiamento: promuove attività rivolte alla cittadinanza e percorsi di formazione per professionistɜ, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza e il riconoscimento della violenza nelle relazioni LBT+ e favorire una rete di servizi sempre più competente e accessibile *e socializzate come tali.
Banco alimentare e sostegni materiali
Sostegni materiali
Il nostro Centro Antiviolenza offre supporto concreto alle donne che, a causa della violenza, si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà economica. Tra gli interventi previsti vi sono la distribuzione di generi alimentari (forniti dal Banco Alimentare* e da aziende del territorio del settore alimentare) e di beni materiali, come articoli per la casa e capi di abbigliamento. Queste azioni rappresentano un sostegno importante nel percorso di fuoriuscita dalla violenza, contribuendo a rafforzare l’autonomia delle donne e a rispondere ai bisogni immediati che possono emergere durante il loro percorso.
*Il servizio di distribuzione alimentare rientra nel programma nazionale di inclusione e lotta alla povertà, priorità 3, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE+). La presente organizzazione senza scopo di lucro Associazione Belluno DONNA partecipa al Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla povertà 2021-2027, Priorità 3 “Contrasto alla deprivazione materiale – Sostegno agli indigenti a titolo dell’obiettivo specifico di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera m), del Regolamento FSE+”, Obiettivo Specifico (ESO.4.13), Azione di contrasto alla Povertà alimentare (PN Inclusione) in qualità di Organizzazione partner Territoriale (OpT) associata alla Organizzazione partner Capofila (OpC) BANCO ALIMENTARE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA. Nell’anno 2025, sono state sostenute n. 70 persone in condizione di grave deprivazione attraverso l’erogazione di aiuti alimentari e misure di accompagnamento, per un totale di beni distribuiti pari a 478 kg di alimenti di cui n. 84 pacchi alimentari.